L’AUMENTO DEL CAPITALE SOCIALE

Nell’ambito delle società di capitali, il capitale sociale può essere aumentato a titolo oneroso ovvero a titolo gratuito.

La prima ipotesi – disciplinata, per le s.p.a, dagli articoli 2438 s.s. c.c. e, per le s.r.l., dall’articolo 2481-bis c.c. – si ha quando il capitale sociale viene aumentato mediante l’esecuzione di nuovi conferimenti da parte di soci e/o di terzi che, così, hanno la possibilità, rispettivamente, di incrementare la loro partecipazione in società ovvero di entrare a far parte della compagine societaria.

L’aumento oneroso del capitale sociale consta di due momenti fondamentali, il primo dei quali si sostanzia nella delibera di aumento, mentre, il secondo è rappresentato dall’esecuzione dello stesso, che si attua solo nel momento in cui le azioni o quote di nuova emissione vengono sottoscritte e, quindi, liberate.

L’aumento gratuito del capitale sociale, invece, si ha quando l’assemblea di soci decide di imputare a capitale le riserve e gli altri fondi iscritti in bilancio in quanto disponibili (artt. 2442 e 2481-ter c.c.). In tal caso, dunque, il capitale sociale viene incrementato senza alcun esborso di risorse da parte dei soci, ma, appunto, utilizzando le riserve ed i fondi disponibili iscritti in bilancio. Tale aumento, pertanto, è immediatamente efficace, in quanto, a seguito della delibera stessa, il capitale sociale viene incrementato per un importo pari a quello delle riserve disponibili che i soci hanno deciso di utilizzare a tal fine.

Il principio fondamentale, in tema di aumento gratuito del capitale sociale, è che nessun socio deve veder pregiudicata la propria partecipazione al capitale, la quale deve, appunto, rimanere immutata anche a seguito di tale operazione (art. 2481-ter c.c.). Per tale motivo, il legislatore dispone che, in detta ipotesi, le azioni di nuova emissione devono avere le stesse caratteristiche di quelle già in circolazione e che le stesse devono essere assegnate gratuitamente agli azionisti in proporzione di quelle già da essi possedute (art. 2442 c.c.).

Si parla, invece, di aumento misto del capitale sociale quando lo stesso sia in parte a titolo gratuito ed in parte a titolo oneroso. Ipotesi, questa, che è considerata ammissibile in dottrina solo qualora l’aumento gratuito preceda quello a pagamento.

In caso contrario, infatti, verrebbe leso il principio di parità di trattamento dei soci, in quanto costoro, al fine di beneficiare dell’aumento gratuito dovrebbero sottoscrivere prima quello oneroso, pur non volendo, magari, procedere in tal senso o non avendo la disponibilità economica necessaria a tal fine.

Ove venga deliberato prima l’aumento gratuito e poi quello oneroso, invece, il detto principio non sarebbe pregiudicato in quanto si avrebbe, in primo luogo, un aumento nominale del capitale, con efficacia immediata e, successivamente, il capitale sociale risultante dall’aumento gratuito, sarebbe aumentato ulteriormente a seguito dei nuovi conferimenti e, pertanto, con efficacia differita al momento delle sottoscrizioni.

Grazie per la collaborazione.

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